Sciogli le tue tensioni ondeggiando come una spiga di grano

Scritto da Dario Urzi il 22 giu., 2009, su Medicina della Consapevolezza, Postura ed equilibrio

spighe di grano e papaveriPer sciogliere le nostre tensioni, anche quelle di cui non ci rendiamo conto ma che si accumulano progressivamente nel nostro corpo per poi manifestarsi nei modi più diversi e spiacevoli, è innanzitutto necessario saperle ascoltare. Man mano che aumenta la nostra capacità di ascolto e quindi  la nostra sensibilità possiamo avvertire le nostre tensioni quando sono ancora tenui, ben prima che diventino intense e invalidanti.

Se impariamo ad ondeggiare come le spighe di grano, dolcemente cullati dal vento del nostro respiro, ad occhi chiusi per ascoltare meglio tutto quanto il nostro corpo è in grado di percepire, possiamo scoprire quanto sia facile e piacevole sciogliere le nostre tensioni e raggiungere quel magico stato di quiete e di silenzio interiore in cui è più facile incontrare noi stessi, l’essenza di ciò che siamo.

L’essere umano nasce tenero e debole; quando muore è duro e rigido.
Ogni cosa, compresi l’erba e gli alberi, da vivi sono teneri e flessibili; da morti secchi e friabili.
La rigidità è quindi compagna della morte; la flessibilità è compagna della vita.
Un esercito che non sa arrendersi sarà sconfitto. Un albero che non si piega si spezzerà nel vento.
Ciò che è duro e rigido si romperà, ciò che è tenero e flessibile avrà la meglio.
(Wayne W. Dyer - La saggezza del Tao)

Non si tratta di una tecnica per giungere ad avere un’idea di noi stessi, un’idea di ciò che pensiamo di essere o di ciò che dovremmo essere. Si tratta invece di una pratica di movimento per sentire e percepire direttamente  il nostro essere, attraverso la trasparenza della mente non più affollata dai nostri pensieri, attraverso la limpidezza e l’autenticità delle nostre sensazioni e delle nostre emozioni. Possiamo oscillare come una spiga di grano sia ad occhi chiusi che ad occhi aperti, in ogni momento ed in ogni luogo, mentre parliamo con qualcuno, mentre pensiamo a qualche cosa, mentre guardiamo un paesaggio o leggiamo un libro (che non va tenuto in mano ma posato su di un leggio o su di un ripiano all’altezza dei nostri occhi), mentre ci laviamo i denti o mescoliamo del cibo quando cuciniamo.

Iniziamo da subito ad ondeggiare come una spiga di grano, facendoci cullare dal vento del nostro respiro. Facciamo questa pratica di movimento molte volte al giorno, a piccole dosi, anche solo per un minuto, ma molto spesso, di modo che diventi un’abitudine ed ogni nostra posizione o movimento sia leggero, fluido e senza tensione.

:, , ,
Nessun commento ancora ...

Lascia un commento