L’amore perfetto esclude la paura

Scritto da admin il 27 ago., 2009, su Medicina della Consapevolezza

Sono tante le cose che perdiamo per paura di perderle. (P. Coelho) 

Amore. In tutte le lingue del mondo non c’è una sola parola che riesca a coinvolgerci con tanta intensità, suscitando in ognuno di noi ricordi e desideri, intrecciando l’innocenza e la passione del corpo, del cuore e dell’anima.

Per la maggior parte delle persone l’amore è un sentimento, un emozione che consuma i pensieri e le molecole. L’innamoramento è uno stato alterato di coscienza che trasforma le nostre percezioni, le interpretazioni e le scelte. Quando ci innamoriamo, ci sentiamo liberi da qualunque preoccupazione e aperti a nuove esperienze, vulnerabili e al tempo stesso invincibili, rigenerati, colmi di gioia e vitalità.

L’amore ci distacca dalle incombenze più banali e materiali, aprendo la nostra consapevolezza alla magia e al mistero della vita, ricordandoci che siamo vivi. Ci spinge anche a compiere grandi gesti. E’ il suo potere che ci consente di attingere alle nostre energie primordiali. Gli innamorati sono pronti a imprese eroiche per dimostrare la forza del loro sentimento.

Nel precedente post intitolato L’Amore è un cielo vastissimo abbiamo parlato di che cos’è l’amore.

Ma che cosa non è l’amore?

Nel libro “Libertà dal conosciuto“, Jiddu Krishnamurti sostiene che la paura non è amore, che dipendere non è amore, la gelosia non è amore, la possessività e il desiderio di dominare non sono amore, la responsabilità e il dovere non sono amore, l’autocommiserazione non è amore, l’angoscia di non essere amato non è amore, amore non è l’opposto di odio più di quanto umiltà non sia l’opposto di vanità.

Robin Norwood spiega che quando amiamo troppo, in realtà non amiamo affatto perché siamo dominati dalla paura: paura di restare soli, paura di non essere degni d’amore, paura di essere abbandonati o ignorati… E amare con paura significa soprattutto attaccarsi morbosamente a qualcuno che riteniamo indispensabile per la nostra esistenza, amare con paura comporta la messa in atto di tutta una serie di meccanismi di controllo per tenere l’altro nell’area del proprio possesso.

Osho sostiene che l’amore è una scala: inizia con una persona, e finisce col tutto. Aver paura dell’amore, aver paura dei dolori della crescita che l’amore procura, vuol dire rimanere chiusi in una cella oscura. Se l’amore crea problemi, bisogna affrontarli, viverli e passarci attraverso per andare oltre. L’unico modo per andare oltre, è di passarci attraverso. L’amore è l’unica cosa che valga la pena di fare. Tutto il resto è secondario - va benissimo se è di sostegno all’amore. Tutto il resto è solo un mezzo, ma l’amore è il fine.

L’amore quindi è doloroso perché apre la strada alla trasformazione: l’amore è cambiamento. Qualsiasi trasformazione è dolorosa perché occorre lasciare il vecchio per il nuovo. Il vecchio è familiare, sicuro; il nuovo è assolutamente sconosciuto. Ti devi muovere in un oceano mai esplorato.

Per questa ragione nasce la paura; quando lasci il vecchio mondo - confortevole, sicuro - nasce il dolore. È lo stesso dolore che prova il bambino quando esce dal ventre della madre. È lo stesso dolore che prova il pulcino quando esce dall’uovo. È lo stesso dolore che prova l’uccellino quando prova a volare per la prima volta. La paura dell’ignoto, l’insicurezza dell’ignoto, la sua imprevedibilità, spaventano moltissimo.

È proprio a causa del dolore che l’amore procura, che milioni di persone vivono una vita senza amore. Anche loro soffrono, ma la loro è una sofferenza inutile. Soffrire per amore non è soffrire invano. Soffrire per amore è creativo: ti porta a livelli più alti di consapevolezza. Soffrire senza amore è un totale spreco, non ti porta da nessuna parte: continui a muoverti lungo il medesimo circolo vizioso.

L’amore è fondamentale anche per la conoscenza di sé
L’uomo senza amore conosce solo se stesso. Ma quanto può conoscere se stesso se non ha conosciuto l’altro? Solo l’altro può essere per lui uno specchio. Non conoscerai mai te stesso se non conosci l’altro. La persona che non ha conosciuto l’altro in un rapporto profondo di amore, di intensa passione, di totale estasi, non potrà nemmeno sapere chi è, perché non avrà uno specchio in cui osservare la sua immagine.

La relazione è uno specchio e, più l’amore è puro, migliore e più nitido sarà lo specchio. Ma l’amore più alto richiede che tu sia aperto. Richiede che tu sia vulnerabile. Devi lasciar andare la tua armatura, ed è doloroso. Non devi stare sempre in guardia, devi abbandonare la mente e i suoi calcoli. Il riflesso del tuo essere che scopri nell’altro potrebbe essere brutto - questa è la tua ansietà. Evita lo specchio. Ma evitando la situazione, non puoi crescere. È necessario accettare la sfida. Devi rischiare, devi vivere pericolosamente. L’altro può ferirti - è per questo che hai paura di essere vulnerabile. L’altro può rifiutarti - è per questo che hai paura dell’amore.

Quindi, per quanto sia doloroso, entra nell’amore. Se non entri nell’amore rimani intrappolato all’interno di te stesso. Allora la tua vita non è un pellegrinaggio, non è un fiume che va verso l’oceano; la tua vita è una pozza stagnante, sporca, e molto presto resteranno solo lo sporco e il fango. Per rimanere limpido, devi continuare a fluire. Il fiume rimane pulito perché scorre. L’amore è il più grande koan Zen. È doloroso, ma non evitarlo. Se lo eviti, perdi la più grande opportunità di crescere. Entra in esso, con tutta la sua sofferenza, perché l’amore ti darà il primo assaggio del Tao, del Sufismo, dello Zen. Ti darà la prima prova che la vita non è priva di significato.

Alcune persone dicono che la vita non ha significato. Io dico che nella loro vita non hanno conosciuto l’amore.

Lascia che ci sia il dolore, lascia che ci sia la sofferenza. Passa attraverso la notte oscura, e arriverai a una bellissima alba. Solo nel grembo della notte oscura, il sole può evolversi. Solo attraverso la notte oscura arriva il mattino.

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