Archive for dicembre, 2009

Il vuoto e l’onnipotenza del possibile

Scritto da admin il 19 dic, 2009, su Medicina della Consapevolezza, Pratica filosofica

cornice delle possibilità

Desidero riproporre questo post, scritto da Samantha nel luglio di quest’anno dopo che io e lei avevamo a lungo parlato ed esplorato il “vuoto” dentro e fuori di noi, con alcune piccole integrazioni che, a sei mesi di distanza, mi sento di introdurre mantenendo inalterata la sua struttura e l’intenzione che lo anima. (Dario Urzi). 

 

Sulla mia scrivania tengo una cornice con un biglietto fatto con il cartoncino. E’ piegato in tre parti e si apre e si chiude come una finestra. Quando le due ali laterali sono chiuse si legge la parola ”vuoto”. Quando sono aperte si legge invece: ”Qui tutto è possibile”.

Il concetto di vuoto è un concetto di non facile e immediata comprensione. Nella tradizione filosofica occidentale il vuoto è pensato, con Parmenide, come il non-essere, come il nulla assoluto. Nel  buddhismo e nel taoismo il “wu”, ovvero il vuoto, indica invece un’assenza determinata, un vuoto determinato, in altre parole “ciò che, in qualche cosa, non c’è”. Sul piano della neurofisiologia della percezione il vuoto è un problema irrisolto, qualcosa che non si riesce a spiegare dato che non si da ragione del fatto che si possa “sentire” qualcosa che non c’è, il non- esserci di qualche cosa. 

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Lo Spazio Interiore

Scritto da admin il 13 dic, 2009, su Medicina della Consapevolezza

Lo Spazio Interiore è quel luogo dentro di noi destinato ad accogliere ciò che desideriamo. Ogni volta che ci permettiamo di sentirlo, attiriamo con maggiore intensità l’oggetto dei nostri desideri.

Quando desideriamo avere qualcosa è perché abbiamo la sensazione che ci manchi. Questa è una forza fondamentale che agisce dentro di noi senza bisogno del nostro intervento. Finché sentiamo soltanto che manca qualcosa proviamo una sensazione di carenza e l’impressione che questa cosa continuerà a mancarci. Se tutto resta immobile troppo a lungo, o perché reprimiamo le nostre sensazioni o perché le nostre azioni non hanno successo, l’energia non riesce a fluire all’esterno e si dirigerà contro di noi. E’ uno stimolo a cambiare qualcosa per avvicinarci maggiormente al senso della nostra esistenza individuale.

Tutto ciò che accade nella nostra vita ha bisogno di un po’ del nostro tempo e della nostra attenzione, di uno spazio interiore (e anche esteriore).

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L’intelligenza del corpo

Scritto da Dario Urzi il 08 dic, 2009, su Medicina della Consapevolezza

Il nostro corpo possiede una straordinaria sensibilità, molto più ricca ed estesa di quanto possiamo immaginare, che ci permette di percepire in ogni istante un’infinità di cose. Ma la nostra mente, sempre intenta a pensare, ad interpretare, a giudicare, a cercare spiegazioni, a fare bilanci e previsioni, non è disponibile ad accogliere ed ascoltare questa straordinaria varietà di sensazioni, di informazioni, di variazioni e sfumature.

Quando la nostra mente è affollata di pensieri, tutta intenta a percepire se stessa e null’altro che se stessa, viene meno lo spazio all’ascolto del corpo, lo spazio all’ascolto con il corpo.
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