Tag: ascolto

L’intelligenza del corpo

Scritto da Dario Urzi il 08 dic, 2009, su Medicina della Consapevolezza

Il nostro corpo possiede una straordinaria sensibilità, molto più ricca ed estesa di quanto possiamo immaginare, che ci permette di percepire in ogni istante un’infinità di cose. Ma la nostra mente, sempre intenta a pensare, ad interpretare, a giudicare, a cercare spiegazioni, a fare bilanci e previsioni, non è disponibile ad accogliere ed ascoltare questa straordinaria varietà di sensazioni, di informazioni, di variazioni e sfumature.

Quando la nostra mente è affollata di pensieri, tutta intenta a percepire se stessa e null’altro che se stessa, viene meno lo spazio all’ascolto del corpo, lo spazio all’ascolto con il corpo.
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L’esperienza di una cena “Consapevole”

Scritto da admin il 10 nov, 2009, su Medicina della Consapevolezza

Troppo spesso i momenti in cui ci alimentiamo sono frugali, consumati giusto per non “morire di fame” durante una pausa che di “pausa” ha solo il nome, con la mente già orientata a quello che si deve fare dopo, oppure guardando TV o facendo tutt’altro che prestare attenzione a quello che si sta facendo.

Eppure esiste un’altra possibilità: un ascolto vero, un sentire fatto di istanti che si susseguono uno dopo l’altro, dove l’atto di mangiare è un tutt’uno con l’Essere che si sta alimentando.

E in pratica … cosa vuol dire ?
Vi racconto la mia mia esperienza del 12/10/09

La cena “in teoria” non era un granchè visto che il luogo era un Ristò di Milano, e il menù delle verdure cotte, un po’ di carote e pomodori crudi, degli Hamburger e, come frutta ananas mirtilli e kiwi. Dico in “in teoria” perchè il solo fatto di decidere consapevolmente di voler prestare attenzione a ogni singolo senso l’ha trasformato in qualcosa di unico. (continua la lettura…)

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Non serve rompere le scatole, basta aprirle

Scritto da Dario Urzi il 11 ott, 2009, su Pratica filosofica

Diceva Aristotele che solo le cose possiedono un’essenza mentre le parole possiedono solamente un significato.
Le parole non sono le cose ma i nomi delle cose. In questo senso possiamo dire che le parole servono per nominare le cose. Nominare una cosa non equivale ad indicarla: per nominare una cosa bisogna darle un nome, che la cosa di per se stessa non possiede, mentre per indicare una cosa basta, per l’appunto, indicarla, come ci capita di fare quando puntiamo il dito indice della nostra mano.

C'è una grande differenza tra il nominare una cosa ed indicare una cosa

C'è una grande differenza tra il nominare una cosa ed indicare una cosa

Una volta stabilita una corrispondenza tra un nome e una cosa, il fatto di nominare una cosa ci mostra la parola in tutto il suo potere di significazione, un potere estremamente utile che ci consente di richiamare una cosa alla nostra presenza anche in sua assenza. Ciò non è possibile invece fare quando indichiamo una cosa, perché per indicare una cosa quella cosa deve essere effettivamente “presente” e in un certo qual modo “visibile”, altrimenti il dito indice della nostra mano non troverebbe nulla da indicare.

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L’attaccamento alle idee e all’aver ragione

Scritto da admin il 09 set, 2009, su Medicina della Consapevolezza

Il test di intelligenza di prim’ordine è la capacità di accogliere simultaneamente nella mente due idee opposte conservando nel contempo la capacità di vivere. Si dovrebbe per esempio poter vedere che le cose sono senza speranza e tuttavia essere determinati a migliorarle. (F. Scott Fitzgerald)

Questo è uno degli attaccamenti di cui è più difficile liberarsi. L’attaccamento all’aver ragione crea sofferenza perché raramente serve a comunicare con gli altri. Le persone non vogliono che gli si dica quel che devono pensare e che hanno torto se non sono d’accordo. Quando incontrano un atteggiamento di questo tipo automaticamente vieni escluso perché sei incapace di ascoltare e fra te e loro si leva una barriera. Questo avviene perché si è così attaccati alla propria opinione che si insiste nel voler dimostrare che chiunque non è d’accordo con noi ha torto.

Un attaccamento di questo tipo rende quasi impossibile mantenere in piedi un rapporto d’amore. Quando incontriamo una persona che la pensa in modo diverso da noi, e cerchiamo di spiegarle quanto abbia torto, in realtà definiamo solo noi stessi. La nostra posizione, molto probabilmente renderà l’altro ancora più inflessibile nelle sue opinioni. Incontri di questo tipo finiscono quasi sempre con i due interlocutori più che mai fermi nella convinzione di aver ragione.

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Imparare ad aprirci alle emozioni

Scritto da admin il 23 ago, 2009, su Medicina della Consapevolezza

Quando una porta della felicità si chiude, se ne apre un’altra. Spesso però, guardiamo solo la porta che si è chiusa e non riusciamo a vedere quella che si è aperta per noi. (Helen Keller)

E’ facile essere aperti alle cose che ci piacciono e che ci fanno star bene, più difficile è restare aperti alle cose che non ci piacciono e che ci fanno star male.

Aprirsi significa accettare tutto quello che la vita ci porta, agendo contemporaneamente in direzione del cambiamento positivo.

Rimanendo aperti alle sensazioni, sia positive che negative, creiamo lo spazio per far emergere tutte le vecchie emozioni problematiche. All’inizio potremmo fare resistenza alle vecchie emozioni, una resistenza che deriva dall’avere imparato a bloccare le parti scomode della mente conscia. Potremmo pensare che, bloccando la sensibilità o chiudendo il rubinetto delle emozioni, saremmo in salvo. Fino a un certo punto, la strategia di bloccare le emozioni può anche avere funzionato e probabilmente nell’infanzia ha aiutato molti di noi a sopravvivere a situazioni emotive troppo forti. Ma da adulti, questo blocco non fa che rafforzare le rigide strutture limitanti. Le risposte che ci hanno aiutato a sopravvivere nell’infanzia, da adulti ci impediscono di essere flessibili e presenti.

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I nostri animali, maestri di vita

Scritto da admin il 28 lug, 2009, su Medicina della Consapevolezza

Anche se i nostri animali non sono in grado di esprimere a parole ciò che sentono, provano o pensano, ciò non significa che non abbiano nulla da dirci, se non chiederci un po’ di cibo e qualche coccola.

Un pomeriggio trascorso a casa di amici con la piacevole presenza del loro dolcissimo cane Asia, mi ha fatto riflettere sul fatto che gli animali possono insegnarci molte cose che a volte dimentichiamo: vivere il momento presente, gioire delle piccole cose e fluire con i ritmi della natura, essere se stessi senza recitare dei ruoli o preoccuparsi delle aspettative altrui, accettare le situazioni per quello che sono…

Possiamo porci in ascolto dei messaggi dei nosti amici animali, poiché spesso ci fanno da specchio. Essi sono molto sensibili alle nostre emozioni, per cui se siamo nervosi e irrequieti, essi a loro volta lo saranno. Forse questa è un po’ la loro missione: stare al nostro fianco per sostenerci nel nostro percorso. Spesso gli animali presentano perfino la stessa malattia del compagno umano, o addirittura la anticipano nel tempo.

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