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UN VIAGGIO COSTELLATIVO NEL NOSTRO PASSATO: LA GENEALOGIA DELL’ESISTENZA
Scritto da Dario Urzi il 10 ott, 2010, su Corsi e Percorsi, Genealogia dell'Essere
6 e 7 NOVEMBRE 2010 in Contrada Tezzetta a RECOARO TERME
Per INFORMAZIONI ed ISCRIZIONI telefonate al 3486712914 o scrivete a equilibrioepostura@alice.it
Dopo la Cerimonia della Capanna del Sudore, qui sopra descritta, nella serata del 06 Novembre 2010, quando tutti saremo usciti dal Temazcal e ci saranno lavati, vestiti con abiti comodi e avremo cenato, ci raccoglieremo nella grande sala comune e ci faremo accompagnare in un viaggio verso le nostre origini dalla narrazione di mito antico.
Il mattino seguente, subito dopo la colazione che prenderemo tutti insieme alle 8,00 precise, svolgeremo la MEDITAZIONE DEL CUORE. Subito dopo ci sarà un primo momento di condivisione. Alle 9,30 del 7 Novembre 2010 avrà inizio l’esperienza collettiva di lavoro costellativo sulla GENEALOGIA DELL’ESISTENZA (qui di seguito descritta).
”Ogni giorno noi usiamo forze immense come i dormienti. Ciò che facciamo e pensiamo è colmo dell’essere dei nostri padri e dei nostri avi”. (W. Benjamin)
E’ del tutto normale che i nostri genitori abbiano proiettato su di noi i loro desideri e le loro paure, i loro valori e le loro aspettative, chiedendoci di fatto, anche solo con l’esempio del loro agire e del loro stile di vita, non solo di comportarci in un certo modo ma di “essere” in un certo modo. Ed è altrettanto normale che noi, piccoli bimbi bisognosi d’amore, di accettazione e di senso di appartenenza alla nostra famiglia, ci siamo in qualche modo adeguati a quelle richieste caricando sulle nostre fragili spalle quel pesante fardello di aspettative e di taciti accordi che per tanti anni, se non per tutta la nostra vita, porteremo inconsapevolmente con noi.
Ed è proprio la presenza di questa pesante ma sempre viva ed inconsapevole eredità che ci lega ad una sorta di “progetto parentale genealogico”, che il senso comune chiama impropriamente “destino”…..
L’eredità delle emozioni, delle paure, dei conflitti e dei desideri
Scritto da Dario Urzi il 23 feb, 2010, su Genealogia dell'Essere
Desidero riprendere a parlare di genealogia dopo aver tanto lavorato su me stesso e con tante altre persone in modo molto pratico, incontrando ed esplorando direttamente il nostro grande albero genealogico e la sua storia con modalità molto simili, e in molti casi corrispondenti, a quelle che si utilizzano nelle costellazioni familiari.
Voglio iniziare ponendo una domanda:
“Come è possibile che giungano sino a noi, insieme al nostro patrimonio genetico, anche le emozioni e le passioni, le gioie e i dolori, le ansie e le paure, le rinunce, i rimpianti e i desideri non solo di nostra madre e di nostro padre ma anche di tante altre persone che ci hanno preceduto nella vita su questa terra e che nel loro insieme formano il grande albero della nostra genealogia?”.
La prima cosa che mi viene da dire è che non è possibile, che si tratta di un’idea stupida e priva di fondamento.
Se la pensiamo così non è certo il caso di mettersi a discuterne. E se invece pensiamo che sia un’idea suggestiva che merita di essere presa in considerazione, vi fermo subito: anche in questo caso non mi sembra il caso di mettersi a discuterne. E lo dico per un motivo molto semplice: discutendo ci limitiamo a difendere e a consolidare le nostre convinzioni ma non facciamo nulla per avvicinarci davvero alla concretezza delle cose, alla visione di ciò che è, alla realtà nel suo autentico divenire ed apparire.
E allora che senso ha porsi una domanda del genere?
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