Tag: consapevolezza

CHI SONO, DA DOVE VENGO, DOVE VADO ?

Scritto da Dario Urzi il 29 dic, 2014, su Corsi e Percorsi, Medicina della Consapevolezza, Scuola del Benessere

Un incontro serale a Lonigo per iniziare insieme il Nuovo Anno

CHI SONO, DA DOVE VENGO, DOVE VADO ?

Una narrazione senza tempo dalle origini all’eternità.

La data della serata è Venerdì 16 Gennaio 2015 alle 20,30

La sede è la Sala Convegni del Comune di Lonigo in Piazza Garibaldi.

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L’organizzazione è a cura degli amici del Centro Kore di Lonigo.

Come sempre, se vorrete esserci, non serve prenotare ma basta venire.

Auguri a tutti per un sereno e felice 2015,

Dario Urzi.

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COME USCIRE DAL LABIRINTO

Scritto da Dario Urzi il 21 set, 2012, su Corsi e Percorsi, Medicina della Consapevolezza

ACCADEMIA DELLE SCIENZE DELL’ANIMA E DELLA CONSAPEVOLEZZA

COME USCIRE DAL LABIRINTO
corso esperienziale sulla via del cambiamento e della guarigione

Sabato 20 e Domenica 21 Ottobre 2012

Villa di Tissano (a metà strada tra Palmanova e Udine)

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Per vedere il programma completo del corso clickate sul link qui sotto

COME USCIRE DAL LABIRINTO

dal labirinto del sé ideale e del falso sé
dal labirinto dei falsi bisogni e dei falsi desideri
dal labirinto degli antichi accordi e dei sensi di colpa
dal labirinto delle convinzioni limitanti e del “passato che non passa”
dal labirinto dei comportamenti compulsivi e dell’autoboicottaggio
dal labirinti degli automatismi di pensiero ed azione
dal labirinto della rabbia e della coazione a ripetere
dal labirinto della paura e della resistenza al cambiamento

Un corso esperienziale che ci consente di imparare a riconoscere i nostri automatismi di pensiero ed azione e ad utilizzare gli strumenti più adatti per progredire lungo la via della consapevolezza, del cambiamento, del benessere e della guarigione.

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I PRIMI PASSI VERSO LA LIBERTA’

Scritto da Dario Urzi il 11 gen, 2012, su Medicina della Consapevolezza

I primi passi verso la libertà

I primi passi verso la libertà

Quando vediamo l’acqua del torrente che fluisce veloce da monte verso valle il suo movimento ci appare come “necessario”, obbediente alle leggi della natura che lo governano e in primo luogo alla forza di gravità.

Quando vediamo un uomo che cammina in discesa lungo lo stesso pendio in cui scorre l’acqua del fiume, non diciamo che il suo discendere è causato dalla forza di gravità; diciamo invece che è generato dalla sua volontà di discendere lungo quel pendio, con quella determinata velocità e andatura.

La domanda che a questo punto dovremmo porci, se siamo sinceramente interessati a conoscere il senso autentico del nostro agire, è la seguente: “Siamo davvero sicuri di agire sempre in modo libero e assolutamente “non condizionato” da tutte quelle possibili cause che potremmo considerare come una vera e propria forza di gravità che guida e governa il nostro agire?”.

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Dalla nebbia di Turner alla consapevolezza

Scritto da Dario Urzi il 14 gen, 2011, su Medicina della Consapevolezza, Pratica filosofica, Scuola del Benessere

William Turner era un pittore inglese della prima metà dell’ottocento, grande paesaggista divenuto famoso per la sua straordinaria capacità di ritrarre la natura nelle sue più intense e suggestive manifestazioni. Veniva chiamato “il pittore della luce” ed i suoi quadri più famosi sono quelli del mare in tempesta e delle bufere di neve, dei tramonti e dello splendore dei cieli, del fuoco e dei giochi di luce riflessi dall’acqua. Ma Turner era anche il pittore della pioggia e della nebbia.

Si diceva che prima che Turner dipingesse la nebbia sul Tamigi, nessuno aveva mai visto la nebbia.

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Non è che la nebbia, prima di Turner, non esistesse. Certo che esisteva. Ma nessuno la vedeva. Tutti si limitavano a dire che non si vedeva nulla, quando c’era la nebbia, ma nessuno diceva che vedeva la nebbia.

Con Turner la nebbia diviene finalmente visibile, diventa parte naturale del paesaggio, come in realtà era sempre stata, una cosa tra le cose, o se preferite una cosa tra noi e le cose.

La nebbia non è ciò che non ci fa vedere le cose, la nebbia è la nebbia. E’ come se dicessimo che un muro è una cosa che non ci fa vedere le cose. Un muro è un muro, come la nebbia è la nebbia. E per sapere che cosa sia effettivamente dobbiamo guardarla con questa consapevolezza, la nebbia.

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La consapevolezza e la possibilità di scegliere

Scritto da admin il 26 set, 2009, su Medicina della Consapevolezza

Solo colui che conosce poco la natura umana cerca la felicità cambiando qualsiasi cosa fuorché la propria indole. (Samuel Johnson)

Forse non possiamo controllare tutto ciò che accade intorno a noi, ma possiamo controllare le nostre reazioni. Sono loro che ci fanno sentire felici o infelici. Le nostre reazioni sono la chiave per avere una vita meravigliosa. Se impariamo a controllarle, possiamo cambiare le nostre abitudini, e attraverso di esse la nostra vita.

Siamo responsabili per le conseguenze di qualunque cosa facciamo, pensiamo o diciamo. Forse, per alcuni di noi è difficile riconoscere quali azioni abbiano causato il risultato indesiderato, quali emozioni, quali pensieri. Ma possono vederne le conseguenze, perché si tratta di qualcosa che ci fa soffrire oppure ci fa stare bene. 

Cominciamo a fare delle scelte, cercando di capire se le conseguenze di queste scelte ci piacciono o no. Se sì andiamo avanti. Ma se ciò che sta accadendo nella nostra vita non ci piace, cerchiamo di scoprire che cosa ha causato le conseguenze che non ci piacciono.

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Compro, quindi sono

Scritto da admin il 12 set, 2009, su Medicina della Consapevolezza

Il problema del denaro ci bracca tutta la vita, esercitando una pressione che, a suo modo, è potente e insistente quanto qualsiasi altro problema dell’umana esistenza. E perseguita anche la ricerca spirituale. (Jacob Needleman)

Per molte persone, ciò che si è è diventato strettamente legato a ciò che si acquista. Troppo spesso si va a fare compere per ridurre stress, ansia e preoccupazioni. Aristotele riteneva che le preferenze derivino dal carattere. Ma nella società odierna, ossessionata dal consumismo, costruirsi un carattere passa in secondo piano rispetto al decidere che cosa comperare. Invece di affrontare le nostre insicurezza, le soffochiamo sotto montagne di cose. Sempre più siamo, o stiamo diventando, iperconsumisti.

Acquistiamo al di là dei nostri desideri e al di là dei nostri denari. E così continuiamo a indebitarci. Per molti è diventato normale acquistare ora ed impegnare i futuri guadagni per pagare poi. Il contrasto tra ciò che abbiamo e ciò che desideriamo deriva dal fatto che le realtà tangibili non sono mai all’altezza quando vengono paragonate alle soddisfazioni intangibili. Il problema è che ci aspettiamo troppo dalla montagna di cose che desideriamo, quindi non c’è da stupirsi se ci ritroviamo nevitabilmente delusi.

La nostra scarsa voglia di comprendere gli effetti emotivi e spirituali che il denaro ha su di noi è alla base del motivo per cui conosciamo il prezzo di tutto e il valore di niente. Il denaro ha a che fare con la ricerca di una vita ideale e allo stesso tempo è alla radice delle nostre frustrazioni quotidiane.

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L’attaccamento al denaro

Scritto da admin il 10 set, 2009, su Medicina della Consapevolezza

Tutti hanno una vocazione, grazie alla quale si guadagnano da vivere, ma hanno anche un ulteriore vocazione secondo un più antico significato del termine: la vocazione a usare le proprie forze e vivere bene la propria vita. (Richard W. Livingstone)

Questo attaccamento è ormai quasi una malattia fatale che ha assalito il mondo occidentale. E’ importante chiarire che non sostengo che si debba odiare il denaro. Credo fermamente che avere denaro sia un vantaggio nella vita, e non ho nulla da dire sui soldi. Il denaro di per sé è buona cosa e lavorare per guadagnare fa parte della vita nel mondo di oggi. Ciò cui mi riferisco invece è l’attaccamento al denaro, tale che questo diventi il fattore dominante della vita.

Essere distaccati dall’acquisizione di denaro è un impresa difficile. E’ tuttavia importante riuscire a diventarlo, se vuoi sentirti in grado di compiere delle scelte nella vita. Le persone capaci di fare quello per cui si sentono portate e di rimanere concentrate su questo obiettivo, riescono a procurarsi sempre il denaro di cui hanno bisogno. Non soffrono però della malattia dell’accumulazione, che è così diffusa nella nostra cultura.

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Assumersi le responsabilità

Scritto da admin il 26 lug, 2009, su Medicina della Consapevolezza

Molte persone sono intrappolate nell’illusione che un fato indifferente e capriccioso determini il proprio destino. Come gli specchi del luna park che deformano le immagini, ciò che vedono i loro occhi non è reale. Accettano l’illusione che gli eventi esterni posseggano il potere ultimo di negare i nostri sogni.
E si chiedono: perché sono tanto infelice?

Se non siamo consapevoli, pensiamo che i nostri problemi derivino dal mondo esterno. In questo modo trasferiamo su un oggetto esterno anche il cambiamento: “Se il mio capo non mi rimproverasse!”, “Se il mio partner mi ascoltasse!”, “Se il mondo non fosse un tale caos!”. Per sentirci meglio, cerchiamo di cambiare e di controllare l’esterno.

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Diventare i catalizzatori del proprio cambiamento

Scritto da admin il 22 lug, 2009, su Medicina della Consapevolezza

I vostri diamanti non si trovano su remote montagne o in mari lontani; scavando, li troverete nel cortile dietro casa.  -Russell H. Conwell

Dobbiamo arrivare alla consapevolezza di possedere già tutta la saggezza, la forza e la creatività interiori necessarie per realizzare i nostri sogni. Di solito è difficile rendersene conto perché la fonte di questo illimitato potere personale è sepolta così profondamente sotto le bollette, l’auto da riparare, le scadenze, il lavoro e il bucato, che facciamo fatica ad accedervi nella vita di tutti i giorni. E quando non siamo in grado di attingere alle nostre risorse interiori, concludiamo erroneamente che felicità e appagamento possono arrivare solo grazie a fattori esterni. Questo perché, di solito, gli eventi esterni solitamente producono dei cambiamenti. E così abbiamo imparato a fare dipendere dalle circostanze esterne i nostri passi avanti o indietro.

In futuro possiamo evitarlo. Possiamo imparare ad essere noi i catalizzatori del nostro cambiamento.

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Invertire l’età biologica

Scritto da admin il 03 lug, 2009, su Medicina della Consapevolezza

Deepak Chopra, noto medico endocrinologo conosciuto in tutto il mondo per aver proposto un nuovo paradigma che ha rivoluzionato la saggezza comune nel campo della connessione tra mente, corpo, spirito e salute, spiega come un cambiamento salutare in un settore qualunque della nostra esistenza possa influenzare in maniera positiva il nostro benessere.

Maggiore è la capacità di sostituire abitudini dannose e nocive con altre che favoriscono invece le condizioni di vita, più intensi sono i benefici che sperimentiamo a livello fisico, emozionale e spirituale. Quando invertiamo un indicatore biologico della vecchiaia, noi invertiamo anche quasi tutti gli altri. Rafforzare i muscoli significa per esempio aumentare la densità delle ossa, e migliorare la capacità aerobica incrementa la funzione immunoterapica.

Nel suo libro “Mente giovane corpo intelligente” Deepak Chopra spiega in dieci passi quali suggerimenti applicare al nostro stile di vita per invertire la nostra età biologica, l’unica che conta davvero.

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