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RUDOLF STEINER E LA SUA “PREGHIERA PER L’ARCANGELO MICHELE”

Scritto da Dario Urzi il 01 giu, 2012, su Medicina della Consapevolezza, Pratica filosofica

Scritta da Rudolf Steiner nel 1910 questa preghiera sintetizza mirabilmente l’essenza della “Missione di Michele”, l’Arcangelo dalla spada roteante e fiammeggiante, Michael: “colui che è come Dio”.

Arcangelo Michele

MICHAEL !

PRESTAMI LA TUA SPADA, AFFINCHE’ IO SIA ARMATO PER VINCERE IL DRAGO IN ME.

EMPIMI DELLA TUA FORZA, AFFINCHE’ IO SGOMINI GLI SPIRITI CHE VOGLIONO PARALIZZARMI.

AGISCI DUNQUE IN ME, AFFINCHE’ RISPLENDA LA LUCE DEL MIO IO E POSSA ESSERE CONDOTTO A COMPIERE LE AZIONI DEGNE DI TE.

MICHAEL !

Rudolf Steiner

La leggerezza è la qualità dell’anima, di quell’anima immortale che, quando lascia il corpo fisico alla fine del suo viaggio terreno, nulla di materiale può portare con sè se non l’esperienza…

…quell’esperienza il cui incommensurabile valore, che non è altro se non quello della conoscenza e della consapevolezza, ci è così difficile riconoscere dall’alto pulpito dell’ignoranza del nostro ego, sempre pronto a giudicare e a sentenziare, chiuso e resistente alla meraviglia, alla visione estatica di ciò che è…

La leggerezza è la qualità dell’anima, lo sa bene l’Arcangelo Michele, il Cherubino dalla spada roteante e fiammeggiante che, all’ingresso della Porta del Sole, pesa le anime alla fine della loro esistenza terrena con la sua bilancia a doppio piatto, dove da un lato posa l’anima e dall’altro… una piuma…

…perché solo le anime che risulteranno più leggere di quella piuma mostreranno la loro indubitabile purezza mentre le altre mostreranno di avere, molto semplicemente, ancora qualcosa da compiere… le azioni degne di Te…

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RIFLESSIONE PASQUALE SULLA RESURREZIONE: “DALLA NEBBIA DI TURNER ALLA LUCE DELLO SPIRITO”.

Scritto da Dario Urzi il 20 apr, 2012, su Medicina della Consapevolezza

Vi ricordate le mie riflessioni dell’anno scorso sulla nebbia e sulla consapevolezza?

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Raccontavo che “prima che Turner dipingesse la nebbia sul Tamigi, nessuno aveva mai visto la nebbia”, e aggiungevo… non è che la nebbia, prima di Turner, non esistesse. Certo che esisteva. Ma nessuno la vedeva. Tutti si limitavano a dire che non si vedeva nulla, quando c’era la nebbia, ma nessuno diceva che “vedeva la nebbia”.

Immaginate ora una sala di un antico e tenebroso museo, dove tra gli altri quadri compare un dipinto, che non è né di Turner né di alcun altro pittore conosciuto, anzi forse di un pittore mai esistito, dove l’unica cosa che si vede è una superficie completamente nera, una tela completamente nera.

Che cosa si vede nel quadro? Una superficie completamente nera. E che cosa rappresenta quella superficie completamente nera? Boh! Non ne ho la più pallida idea (o come ci ricorda Stefano Bartezzaghi, “non ne ho la più squallida idea”).

(continua la lettura…)

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