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L’eredità delle emozioni, delle paure, dei conflitti e dei desideri
Scritto da Dario Urzi il 23 feb, 2010, su Genealogia dell'Essere
Desidero riprendere a parlare di genealogia dopo aver tanto lavorato su me stesso e con tante altre persone in modo molto pratico, incontrando ed esplorando direttamente il nostro grande albero genealogico e la sua storia con modalità molto simili, e in molti casi corrispondenti, a quelle che si utilizzano nelle costellazioni familiari.
Voglio iniziare ponendo una domanda:
“Come è possibile che giungano sino a noi, insieme al nostro patrimonio genetico, anche le emozioni e le passioni, le gioie e i dolori, le ansie e le paure, le rinunce, i rimpianti e i desideri non solo di nostra madre e di nostro padre ma anche di tante altre persone che ci hanno preceduto nella vita su questa terra e che nel loro insieme formano il grande albero della nostra genealogia?”.
La prima cosa che mi viene da dire è che non è possibile, che si tratta di un’idea stupida e priva di fondamento.
Se la pensiamo così non è certo il caso di mettersi a discuterne. E se invece pensiamo che sia un’idea suggestiva che merita di essere presa in considerazione, vi fermo subito: anche in questo caso non mi sembra il caso di mettersi a discuterne. E lo dico per un motivo molto semplice: discutendo ci limitiamo a difendere e a consolidare le nostre convinzioni ma non facciamo nulla per avvicinarci davvero alla concretezza delle cose, alla visione di ciò che è, alla realtà nel suo autentico divenire ed apparire.
E allora che senso ha porsi una domanda del genere?
Prima del parto, nel ventre di nostra madre
Scritto da Dario Urzi il 15 nov, 2009, su Genealogia dell'Essere
“Il parto e tutto ciò che accade in quei mesi che precedono la nascita, segna il cammino che percorreremo nella nostra vita. Ogni avvenimento, ogni comportamento dei nostri genitori e delle persone vicine ha un senso che comprenderemo solamente quando la nostra consapevolezza si risveglierà. La percezione di chi siamo e di che cosa possiamo aspettarci dal mondo nel quale stiamo entrando si registra mentre stiamo vivendo quelle esperienze. Sono percezioni, quelle esperienze vissute, che non possiamo certo ancora chiamare idee, sono un profondo sentire che verrà poi tradotto e fissato in idee ed emozioni. L’ego, l’idea di chi siamo, comincia proprio a originarsi da quelle primissime esperienze”. (da “Essere nel Presente” di Marina Borruso)
Ma qualcosa mi permetto di aggiungere a queste vive, potenti e illuminanti parole di Marina Borruso.
Noi tutti pensiamo che il nostro nome e il nostro cognome, Dario Urzi, il vostro nome come il mio, ci siano stati dati nel giorno in cui siamo nati. Ma il nostro nome e il nostro cognome, un’identità e una storia a cui appartenere, esistevano già, ben prima della nostra nascita.
Previsioni del tempo
Scritto da Samantha Chriss il 03 set, 2009, su Medicina dell'anima

E' bello constatare quanti diversi climi del sentimento si possano attraversare in un giorno.
Oggi tempo variabile. Volubile. Forse è il periodo, il cambio di stagione. Alternarsi di nubi e schiarite, qualche attenuazione ma non vero e proprio sole. Più probabile all’ora di pranzo. Cattivi presagi se consumato davanti al pc. Nel pomeriggio, tuoni e fulmini dovuti a scadenze incombenti, frustrazioni del capo, revisione dei conti. In serata, temperatura in diminuzione. Ancora irrisolta la discussione con il compagno. Possibili gelate notturne, che preannunciano un’altra giornata di tempo variabile.
Molte persone combattono con vari vizi: l’alcol, la droga, il fumo, lo shopping, l’eccesso di cibo. Di queste forme di autolesionismo se ne parla spesso sui libri, sulle riviste e in televisione. Ma c’è un’altro vizio che affligge molte persone e di cui tuttavia si parla poco, ed è quello degli alti e bassi della sfera emozionale.
Imparare ad aprirci alle emozioni
Scritto da Samantha Chriss il 23 ago, 2009, su Medicina dell'anima
Quando una porta della felicità si chiude, se ne apre un’altra. Spesso però, guardiamo solo la porta che si è chiusa e non riusciamo a vedere quella che si è aperta per noi. (Helen Keller)
E’ facile essere aperti alle cose che ci piacciono e che ci fanno star bene, più difficile è restare aperti alle cose che non ci piacciono e che ci fanno star male.
Aprirsi significa accettare tutto quello che la vita ci porta, agendo contemporaneamente in direzione del cambiamento positivo.
Rimanendo aperti alle sensazioni, sia positive che negative, creiamo lo spazio per far emergere tutte le vecchie emozioni problematiche. All’inizio potremmo fare resistenza alle vecchie emozioni, una resistenza che deriva dall’avere imparato a bloccare le parti scomode della mente conscia. Potremmo pensare che, bloccando la sensibilità o chiudendo il rubinetto delle emozioni, saremmo in salvo. Fino a un certo punto, la strategia di bloccare le emozioni può anche avere funzionato e probabilmente nell’infanzia ha aiutato molti di noi a sopravvivere a situazioni emotive troppo forti. Ma da adulti, questo blocco non fa che rafforzare le rigide strutture limitanti. Le risposte che ci hanno aiutato a sopravvivere nell’infanzia, da adulti ci impediscono di essere flessibili e presenti.
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