Archive for settembre, 2009

Decidi, liberati dalle zavorre e agisci

Scritto da admin il 29 set, 2009, su Medicina della Consapevolezza

 «Se non puoi, allora devi!» (Anthony Robbins)

Ognuno di noi nella propria vita ha qualcosa che vorrebbe migliorare, cambiare o modificare.

Prendiamo ad esempio il desiderio di dimagrire. Perché alcune persone, tutte le volte che si mettono a dieta non riescono nel loro intento? Partono sempre armati delle migliori intenzioni, si impegnano al massimo, eppure dopo qualche tempo, che sia solo qualche giorno o qualche settimana, ricadono nei vecchi schemi comportamentali e si lasciano andare alla propria golosità.

L’errore sta nel metodo. Non possiamo pretendere di cambiare una nostra credenza agendo a livello dei comportamenti, dunque al livello più esterno. E’ piuttosto difficile smettere di mangiare la cioccolata, se non avremo prima modificato la nostra convinzione che i dolci siano una delizia e che mangiarli migliori il nostro stato d’animo.

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L’arte di Amare e l’Amore per la Libertà

Scritto da admin il 27 set, 2009, su Medicina della Consapevolezza

Capita ogni tanto che un istante ci catturi e ci mostri una verità inevitabile. Tutto ciò che abbiamo, nella vita, sono degli istanti. E in questi istanti, tutti possiamo essere liberi. E in questi istanti, tutti possiamo amare. Basta fare una scelta. Tra la paura e la forza. Tra la resa e la determinazione. Tra le catene dei liberi e la libertà dell’amore. Si tratta di rendere speciale ogni singolo istante. Soltanto allora la liibertà e l’amore potranno tornare ad essere una cosa sola. (PNL è Libertà)

L’Amore è forse la qualità più importante della vita. Le persone farebbero qualsiasi cosa per coloro che amano. A volte, tuttavia, non esprimiamo quest’atto. Entriamo in competizione. Proviamo risentimento e paura. Ci attacchiamo l’un l’altro. Ci feriamo l’un l’altro. Ci sono persone particolari che sembrano più propense a farlo, ma ne siamo tutti capaci.

Possono essere molte le difficoltà che incontriamo quando si tratta di rapportarsi agli altri. In primo luogo, c’è l’arte di iniziare una relazione col piede giusto. In secondo luogo, l’arte di migliorare i rapporti con gli altri. Infine c’è l’arte di gestire le relazioni quando si entra in conflitto o quando queste finiscono.

Molti dei problemi che incontriamo nel corso della vita derivano dalle difficoltà che incontriamo nel rapporto con noi stessi o con gli altri.

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La consapevolezza e la possibilità di scegliere

Scritto da admin il 26 set, 2009, su Medicina della Consapevolezza

Solo colui che conosce poco la natura umana cerca la felicità cambiando qualsiasi cosa fuorché la propria indole. (Samuel Johnson)

Forse non possiamo controllare tutto ciò che accade intorno a noi, ma possiamo controllare le nostre reazioni. Sono loro che ci fanno sentire felici o infelici. Le nostre reazioni sono la chiave per avere una vita meravigliosa. Se impariamo a controllarle, possiamo cambiare le nostre abitudini, e attraverso di esse la nostra vita.

Siamo responsabili per le conseguenze di qualunque cosa facciamo, pensiamo o diciamo. Forse, per alcuni di noi è difficile riconoscere quali azioni abbiano causato il risultato indesiderato, quali emozioni, quali pensieri. Ma possono vederne le conseguenze, perché si tratta di qualcosa che ci fa soffrire oppure ci fa stare bene. 

Cominciamo a fare delle scelte, cercando di capire se le conseguenze di queste scelte ci piacciono o no. Se sì andiamo avanti. Ma se ciò che sta accadendo nella nostra vita non ci piace, cerchiamo di scoprire che cosa ha causato le conseguenze che non ci piacciono.

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Non subire le decisioni altrui, prendi le tue!

Scritto da admin il 25 set, 2009, su Medicina della Consapevolezza

Non basta sapere, si deve anche applicare; non è abbastanza volere, si deve anche fare. (Johann Wolfgang von Goethe)

Prima di tutto decidi se vuoi essere aperto al nuovo. Sei disposto a vivere l’avventura che avrà inizio in un ambito della tua vita (o in tutta la tua esistenza) non appena smetterai di portare avanti solo il tuo passato, di ripetere in qualche modo la storia dei tuoi genitori o di voler essere il loro contrario?

Se la risposta ti si presenta spontaneamente, bene. Se invece sei una persona tendenzialmente riflessiva, va bene lo stesso. Prenditi il tempo necessario, rifletti e soprattutto “senti” meglio che puoi. La risposta alla domanda non ti arriverà dalla testa, ma dal cuore. E’ una risposta di importanza fondamentale che ti cambia la vita.

Quando desideriamo cambiare, ciò che cambiamo realmente sono i nostri pensieri e le nostre convinzioni e così facendo  trasformiamo anche la nostra vita.

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La casa come rifugio

Scritto da admin il 22 set, 2009, su Medicina della Consapevolezza

Ogni spirito si costruisce una casa, e al di là della sua casa un mondo, e al di là del suo mondo un Cielo. Sappiate dunque che il mondo esiste per voi. (Ralph Waldo Emerson)

Nautilus House-Città del Messico<<La casa è il nostro punto di partenza>> osservava Thomas Stearns Eliot. La casa è il luogo dove molte persone desiderano tornare, se non letteralmente, almeno metaforicamente. Un rifugio fisico e spirituale, dove depositiamo le nostre esperienze, un luogo dell’espressione individuale.

Un proverbio indiano dice che ognuno di noi è una casa con quattro stanze, una fisica, una mentale, una dei sentimenti e una spirituale. La tendenza generale è quella di vivere quasi sempre nella stessa stanza, ma a meno che non entriamo tutti i giorni in tutte le stanze, magari soltanto per arieggiarle, non siamo persone complete.

Una casa è ciò che sei, non ciò che dovresti essere. (Jill Robinson)

Da un sondaggio effettuato da Tecnoborsa nel 2007 è emerso che l’83,2% delle famiglie Italiane interpellate definisce la propria casa come un luogo vissuto e aperto alla convivialità, dove trovare anche un rifugio dalle fatiche (11,3%) o solo dormire (3,4%) ed, eventualmente, lavorare (2,1%).

Che ci piaccia o no, la personalità della nostra casa è un preciso barometro che riflette, attraverso ciò che ci circonda, dove siamo stati, che cosa sta succedendo nella nostra vita e chi siamo - oggi, in questo momento- sebbene non necessariamente dove siamo diretti.

Volenti o nolenti, attraverso la nostra casa esprimiamo noi stessi.

Se è vero che il denaro ci aiuta ad esprimerci attraverso ciò che ci circonda, per avere una casa invitante e accogliente che rifletta la nostra personalità non dobbiamo necessariamente possedere una casa di proprietà.

Possiamo stimolare l’espressione della nostra autenticità utilizzando i princìpi di gratitudine, semplicità e ordine in modo da trasformare il luogo in cui viviamo in un rifugio di conforto e appagamento.

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Fare la pace con noi stessi

Scritto da admin il 21 set, 2009, su Medicina della Consapevolezza

il-vuotoFrustrati, stremati, pressati, ma desiderosi di serenità. Uno stato d’animo che a volte ci pare irraggiungibile, o difficile da realizzare. A meno che non iniziamo a liberarci dai pregiudizi che spesso condizionano la nostra vita.

L’agitazione è uno stato d’animo che tutti abbiamo imparato a conoscere. Basta un progetto che non va a buon fine, ma anche una banale lite col vicino, un cambiamento imposto dalle circostanze, persino un avvenimento felice come cambiare casa, innamorarsi, organizzare una vacanza.

Qualsiasi evento può provocare tempeste emozionali e di solito, ne cerchiamo la causa fuori, mentre la ragione è soprattutto nella relazione che abbiamo con noi stessi. 

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La compassione non è sempre un abbraccio

Scritto da admin il 18 set, 2009, su Medicina della Consapevolezza

In alcune situazioni le persone hanno bisogno di un abbraccio, di compagnia, di essere rassicurate per poter superare un problema. A volte compassione significa non assecondare le emozioni di qualcuno. Significa indirizzare le persone verso la vera libertà, non di tener loro la mano dicendo che tutto si sistemerà.

Quando qualcuno sta veramente male, ci sentiamo spinti a rispondere in maniera altrettanto reale.
L’errore di fondo è pensare che la compassione significhi sentirsi tristi per le disgrazie delle altre persone. A tutti piace pensare di essere delle persone brave e compassionevoli. Ma in realtà pochi sanno davvero che cosa significhi esserlo.

Avere compassione non è compiangere, commiserare, compatire: la Compassione è esente da tristezza, disprezzo e patimento. Compassione significa dare agli altri quello di cui hanno bisogno, che non sempre è quello che vogliono.

Talvolta la compassione può sembrare come uno schiaffo in faccia. Comporta l’essere capace di sentire quello che l’altro sta sentendo rimanendo abbastanza distaccati per poter capire quali sono i suoi veri bisogni e quindi reagire nella maniera più appropriata. Potete avvertire il dolore, la gioia, la paura di qualcuno, ma non sono le vostre emozioni; piuttosto sono le emozioni che ci legano agli altri.

Una persona compassionevole deve sempre dirigere l’energia verso il movimento e il cambiamento.

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La Magia della cucina al Maisazi Night

Scritto da admin il 17 set, 2009, su Medicina della Consapevolezza, Postura ed equilibrio

Credo che il cibo abbia la capacità di condurci verso la felicità, se lo permettiamo. Nella nostra società sempre in movimento il cibo costituisce un’opportunità, tre volte al giorno, di rallentare per ricordarci che oltre al cervello abbiamo un corpo, delle emozioni, abbiamo dita e papille gustative, abbiamo occhi in grado di vedere i colori e un cuore che può aprirsi alla persona che siede a tavola con noi. Questo, secondo me è l’ingrediente segreto di ogni pasto. (Erica Bauermeister “La scuola degli ingredienti segreti”)

Si parlerà anche di postura in cucina Sabato 3 ottobre 2009 al Maisazi Night, un evento organizzato a Montebello Vicentino da maisazi.com e Tradeplus S.r.l.. Un appuntamento da non perdere in cui si parlerà di enogastronomia ma anche di tante altre cose… per un momento di convivialità e di condivisione.

E’ importante non solo il cibo ma anche il fatto di condividerlo. Attraverso il cibo possiamo condensare negli accostamenti culinari sapori e aromi che liberino - nelle persone che li assaggiano - emozioni sopite, capaci di farci avvertire e talora sciogliere nodi antichi. 

L’odore, il sapore e la consistenza degli ingredienti hanno specifiche personalità che possono interagire fra loro e con le persone che li preparano e li consumano.

La cucina può essere un luogo speciale, dove lievitano impasti e promesse d’amore, si stemperano salse e ricordi perduti, si scioglie il cioccolato ed il proprio passato, si sfornano pietanze come intense amicizie, un luogo da cui partire per andare alla ricerca dell’ingrediente segreto che ancora manca alla propria vita… Ogni ricetta che prepariamo può parlare di quello che appare a colpo d’occhio e di quello che si cela dietro la “buccia”, di come risolvere problemi di cottura o  affrontare diversamente le difficoltà della vita; della possibilità di imparare a fare qualcosa che, rendendoci felici, possa dare felicità anche a chi assaggia il cibo che abbiamo preparato.

Durante il Maisazi Night alcuni allievi della scuola di cucina di maisazi.com cucineranno delle portate che i partecipanti potranno assaggiare e premiare. Verrà anche premiato l’ingrediente più originale portato dai partecipanti; inoltre si potranno degustare alcune varietà di sali esotici dal mondo su vari cibi.

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Corsi sulla Pratica del Benessere nell’attività lavorativa e nella vita di tutti i giorni

Scritto da admin il 16 set, 2009, su Corsi e Percorsi

Continuano  i nuovi corsi sulla Pratica del Benessere nell’attività lavorativa e nella vita di tutti i giorni organizzati dal nostro Centro Ricerche Equilibrio e Postura di Padova e Vicenza per le categorie delle estetiste, degli acconciatori e degli odontoiatri e degli odontotecnici.

Il prossimo incontro si terrà lunedì 30 novembre 2009 presso la sala corsi e convegni del Centro Ricerche Equilibrio e Postura di Vicenza e tratterà della pratica del benessere mentale ed emozionale.

Per informazioni ed iscrizioni potete telefonare al 3486712914 o scrivere a equilibrioepostura@alice.it.

I corsi sulla Pratica del Benessere vengono tenuti personalmente dal Dott. Dario Urzi medico-chirurgo esperto in posturologia e in disturbi dell’equilibrio, Direttore del Centro Ricerche Equilibrio e Postura di Padova e Vicenza e docente di Posturologia clinica presso le Università degli Studi di Padova e di Modena e Reggio Emilia. Saranno presenti ai corsi anche alcuni collaboratori del Centro Ricerche Equilibrio e Postura che da tempo lavorano con il Dott. Urzi sulla diffusione della pratica del benessere in diversi ambiti lavorativi  (studi odontoiatri, studi di commercialisti, ecc.).

Quando per molte ore al giorno assumiamo posizioni e posture scorrette e faticose da mantenere, quando i nostri gesti e le nostre azioni mancano di fluidità e leggerezza, quando il nostro sguardo è sempre troppo “fisso e concentrato”, è inevitabile accumulare un grado via via crescente di tensione e di fatica ed è altrettanto inevitabile ritrovarci, a fine giornata, sempre più tesi, stanchi e doloranti. E non deve certo stupire se qualche ora di attività fisica settimanale o le pause di sospirato riposo durante il week-end non risultano mai sufficienti per farci sentire meglio e per soddisfare il nostro bisogno di benessere.

Se crediamo di poter raggiungere un soddisfacente grado di benessere limitandoci a concederci qualche spazio di riposo o di svago in brevi ritagli di tempo rubati alle normali attività quotidiane sarà alquanto improbabile riuscire ad ottenere risultati adeguati alle nostre aspettative. Il vero benessere riguarda infatti ogni momento della nostra vita e quindi, necessariamente, il nostro ambiente di lavoro ed in particolare il modo in cui lavoriamo.

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L’Amore incondizionato

Scritto da admin il 13 set, 2009, su Medicina della Consapevolezza

Solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso. (Paulo Coelho)

Vi siete mai posti la domanda: come amo questa o quella persona? Potreste essere molto sorpresi a volte della risposta. Gran parte delle persone ama istintivamente per se stessi, per sentirsi rassicurati, per essere confortati. L’amore che non riescono a dare a se stessi viene dunque cercato nell’altro.

Quando avrete integrato sufficientemente la pace in voi, la gioia e la fiducia; quando avrete capito che nella relazione che avete con l’altra persona è l’Amore per lei che prevale e non l’amore che voi attendete da lei; quando riuscirete ad amare l’altro così com’è, amico, genitore, coppia (compagno), bambino; ad amarlo per lui e non per voi, allora significherà che state Amando incondizionatamente.

L’Amore incondizionato non fa soffrire, poiché voi non chiedete in quest’amore altro che la sua felicità, poco importa attraverso cosa questa felicità debba passare, ma non dobbiamo permettere che questa felicità passi attraverso la nostra sofferenza poiché in questo caso significa che non sapete ancora amarlo.

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