Dalla nebbia di Turner alla consapevolezza

Scritto da Dario Urzi il 14 gen., 2011, su Medicina della Consapevolezza, Pratica filosofica, Scuola del Benessere

William Turner era un pittore inglese della prima metà dell’ottocento, grande paesaggista divenuto famoso per la sua straordinaria capacità di ritrarre la natura nelle sue più intense e suggestive manifestazioni. Veniva chiamato “il pittore della luce” ed i suoi quadri più famosi sono quelli del mare in tempesta e delle bufere di neve, dei tramonti e dello splendore dei cieli, del fuoco e dei giochi di luce riflessi dall’acqua. Ma Turner era anche il pittore della pioggia e della nebbia.

Si diceva che prima che Turner dipingesse la nebbia sul Tamigi, nessuno aveva mai visto la nebbia.

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Non è che la nebbia, prima di Turner, non esistesse. Certo che esisteva. Ma nessuno la vedeva. Tutti si limitavano a dire che non si vedeva nulla, quando c’era la nebbia, ma nessuno diceva che vedeva la nebbia.

Con Turner la nebbia diviene finalmente visibile, diventa parte naturale del paesaggio, come in realtà era sempre stata, una cosa tra le cose, o se preferite una cosa tra noi e le cose.

La nebbia non è ciò che non ci fa vedere le cose, la nebbia è la nebbia. E’ come se dicessimo che un muro è una cosa che non ci fa vedere le cose. Un muro è un muro, come la nebbia è la nebbia. E per sapere che cosa sia effettivamente dobbiamo guardarla con questa consapevolezza, la nebbia.

Quando la nostra mente è affollata di pensieri, nuvole di pensieri così fitte e spesse da non farci vedere né l’azzurro del cielo né il paesaggio che ci circonda, dobbiamo essere innanzitutto consapevoli che ciò che in quel momento stiamo vedendo è la nebbia, la nebbia dei nostri pensieri. Se i nostri pensieri sono così fitti, è normale che ci sia la nebbia.

Quando guardiamo qualsiasi cosa con questa consapevolezza possiamo finalmente giungere a vedere i nostri pensieri per ciò che effettivamente sono e smetterla di continuare ad ingannarci confondendoli ancora una volta con la realtà di ciò è, di ciò che effettivamente esiste oltre la nebbia.

Quando lasciamo che i nostri pensieri si attenuino sino a diventare piccole nuvole leggere che transitano senza più oscurare il cielo, la nebbia subito si dissolve e tutto immediatamente riappare nel suo originario splendore. Possiamo allora vedere direttamente ogni cosa attraverso lo spazio limpido e trasparente della nostra mente libera dal pensiero, attraverso gli occhi del cuore e della nostra consapevolezza.

Può darsi che talora i nostri pensieri si facciano di nuovo fitti fitti e che ricompaia la nebbia, ma in presenza della luce calda e splendente del sole della nostra consapevolezza quella nebbia non tarderà a dissolversi e la realtà di ciò che è ritornerà a splendere nella verità della sua presenza, del suo autentico essere, della sua essenza.

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