RIFLESSIONE PASQUALE SULLA RESURREZIONE: “DALLA NEBBIA DI TURNER ALLA LUCE DELLO SPIRITO”.

Scritto da Dario Urzi il 20 apr., 2012, su Medicina della Consapevolezza

Vi ricordate le mie riflessioni dell’anno scorso sulla nebbia e sulla consapevolezza?

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Raccontavo che “prima che Turner dipingesse la nebbia sul Tamigi, nessuno aveva mai visto la nebbia”, e aggiungevo… non è che la nebbia, prima di Turner, non esistesse. Certo che esisteva. Ma nessuno la vedeva. Tutti si limitavano a dire che non si vedeva nulla, quando c’era la nebbia, ma nessuno diceva che “vedeva la nebbia”.

Immaginate ora una sala di un antico e tenebroso museo, dove tra gli altri quadri compare un dipinto, che non è né di Turner né di alcun altro pittore conosciuto, anzi forse di un pittore mai esistito, dove l’unica cosa che si vede è una superficie completamente nera, una tela completamente nera.

Che cosa si vede nel quadro? Una superficie completamente nera. E che cosa rappresenta quella superficie completamente nera? Boh! Non ne ho la più pallida idea (o come ci ricorda Stefano Bartezzaghi, “non ne ho la più squallida idea”).

Ma per fortuna, in basso a destra, c’è la targhetta in ottone con il titolo del quadro… e così l’arcano può essere finalmente svelato. Sulla targhetta si legge infatti: “Il buio”.

Beh, allora è tutto chiaro (si fa per dire): quello che si vede nel quadro è il buio.

Ma che cosa accade se all’improvviso qualcuno spegne la luce della sala, di modo nessuno dei presenti possa vedere più nulla? Accade che qualcuno subito esclama: “Cos’è successo? Chi è stato? Accendete subito la luce, non si vede più nulla”. E ben difficilmente ci capiterà di sentire qualcun altro che dice: “Finalmente, adesso si che si vede davvero il buio”.

E così, proprio in quel preciso momento, quando ci rendiamo conto di vedere davvero il buio, ecco che, dopo aver visto la nebbia di Turner, possiamo compiere il passo successivo: quel passo che ci consente di giungere alla consapevolezza di “vedere il buio”.

Il buio non è mancanza di luce. Il buio è il buio.

Avete mai provato a puntare un faro di luce o una semplice torcia elettrica nel buio più buio del cielo della notte? Si vede bene il fascio di luce, certo, ma solo perché la luce illumina il pulviscolo sospeso nell’aria; si illuminano anche i moscerini o gli uccelli notturni che volando attraversano la sua scia luminosa, ma il buio del cielo non si illumina. Il buio del cielo rimane buio…

… e se l’aria fosse così limpida e pura da non contenere neppure una particella di polvere, non vedremmo alcun fascio di luce spingersi verso l’infinito nel buio più buio del cielo della notte.

Ma ritorniamo nella sala del museo. Che cosa accade quando si riaccende la luce? Accade che appaiono di nuovo le persone e le cose le quali, riflettendo la luce che le illumina, si mostrano ai nostri occhi “vestendosi di luce”. Anche il buio del quadro è ancora li, ed ora possiamo vederlo bene, molto meglio di prima, quel “buio” della tela del quadro che ci fa vedere un buio che non è il buio.

Ma dove va a finire il vero buio, quando si riaccende la luce nella sala del museo, quel buio autentico che sino a un attimo prima era ovunque ed avvolgeva ogni cosa?

Quel buio è sempre li, solo che i nostri occhi non riescono più a vederlo.. possono vedere solo le cose, variamente vestite di luce… ma non più il buio, il vero buio.

Ma c’è un altro fatto importante da considerare, ancora più straordinario: i nostri occhi, che quando si riaccende la luce nella sala non riescono più a vedere il buio, non vedono neppure la luce, la vera Luce. Ciò che i nostri occhi vedono sono solo le cose “vestite di luce”, la luce riflessa dalla superficie delle cose, ma non la Luce originaria, la vera Luce.

E questo è il terzo, fondamentale passo: un passo che ci porta dalla consapevolezza di “vedere il buio” alla consapevolezza di “non vedere la Luce”.

Noi normalmente crediamo di vedere la Luce, ma ciò che vediamo sono unicamente le cose illuminate dalla Luce.

I nostri occhi fisici non sanno e non possono vedere la Luce. Se lo facessero rimarrebbero abbagliati, come ci accade quando guardiamo il sole. Il nostro sistema visivo, per quanto sensibile e sofisticato, può vedere solo ciò che viene illuminato dalla luce, l’illuminazione in senso fisico, ma non già la Luce originaria, la vera Luce. I nostri occhi possono vedere solo l’illuminazione in senso fisico, non l’Illuminazione.

L’Illuminazione è solo Spirituale, e solo grazie ad essa possiamo “giungere a vedere”, ben al di la dell’aspetto esteriore della realtà “materiale” delle cose, l’essere segreto delle cose, la loro essenza.

Ma l’Illuminazione Spirituale ci consente di giungere a vedere ogni cosa, ovvero il Tutto, dalla tenebra della materia alla sua essenza nascosta, dal buio alla luce, PERCHE’ ESSA E’ LA LUCE.

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