LA LUCE DELLA CONOSCENZA

Scritto da Dario Urzi il 19 apr., 2013, su Medicina della Consapevolezza

Quando guardo un albero o una nuvola sono consapevole
di vedere proprio quell’albero o quella nuvola;
quando ascolto una musica sono consapevole
di sentire proprio quella musica;
quando penso a qualcuno o a qualcosa sono consapevole
di pensare proprio a quel qualcuno o a quella qual cosa.

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Che ne consegue?

Ne consegue che in quel preciso momento io divento consapevole di essere
una persona che vede, che sente, che si muove, che pensa… ma le cose
stanno proprio così?

Una cosa è vedere, sentire, muoversi, pensare, ecc… Un’altra cosa è
essere consapevoli di vedere, di sentire, di muoversi, di pensare, ecc.

Quando divento consapevole di vedere, di sentire, di muovermi, di pensare,
io scopro un fatto fondamentale e sconcertante. E il fatto è questo: io
non sono colui che vede, che sente, che si muove, che pensa ma io sono
colui che percepisce ed è consapevole di vedere, di sentire, di muovermi,
di pensare, ecc.

Quando dico che voglio conoscere me stesso scopro allora che io non sono
ciò che credo di poter conoscere bensì sono colui che conosce, “L’IO” che
conosce, la mia capacità di conoscere, l’incarnazione della capacità
di conoscere.

L’autentico “IO” non può rendere se stesso oggetto della sua conoscenza.
Quando lo fa dice: “IO SONO QUESTO, IO SONO QUELLO”… e crea così
un’identità egoica, che ben poco centra con il nostro autentico essere e
che si pone di fronte, ma come entità esterna e separata, rispetto al
nostro autentico essere.

È quindi evidente che la conoscenza intesa come capacità di conoscere non
può essere oggetto di conoscenza: o c’è o non c’è… e quando crediamo di
conoscerla confondiamo il conosciuto, in questo caso la nostra idea di
conoscenza, con l’atto del conoscere…

La stessa identica cosa ci accade quando consideriamo la nostra capacità di
pensare: confondiamo i nostri pensieri con la nostra capacità di pensare,
con l’atto del pensare.

La nostra capacità di conoscere non può essere conosciuta… può
semplicemente essere… perché… LA CONOSCENZA SIAMO NOI.

Che cos’è allora la luce della conoscenza ?

La luce della conoscenza non ha nulla a che vedere con la
“luce fisica”.

Ma anche rispetto alla luce fisica, che pensiamo di conoscere così bene, ci
sono delle cose di cui dobbiamo renderci conto e che non sono per nulla
così scontate.

Noi crediamo di vedere la luce, ma ciò che vediamo sono unicamente
le cose illuminate dalla luce.

I nostri occhi fisici non sanno e non possono vedere la luce. Se lo
facessero rimarrebbero abbagliati, come ci accade quando guardiamo il
sole. Il nostro sistema visivo, per quanto sensibile e sofisticato, può
vedere solo ciò che viene illuminato dalla luce, ma non la luce.

Ma ciò che ci consente davvero di vedere non solo le cose illuminate dalla
luce ma tutto ciò che sta oltre la realtà materiale di ciò che appare
davanti ai nostri occhi fisici è un’altra luce, una luce che nulla ha
a che vedere con la luce “fisica”.

Ciò che ci consente davvero di vedere è la VERA LUCE, la luce originaria
del nostro essere, la sola vera luce: una luce spirituale originaria
grazie alla quale possiamo “giungere a vedere”, ben al di la
dell’aspetto esteriore della realtà “materiale” delle cose,
l’essere segreto delle cose, la loro essenza.

Ecco che cos’è LA LUCE DELLA CONOSCENZA.

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