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MEDICINA DELLA CONSAPEVOLEZZA
Scritto da Dario Urzi il 18 set, 2011, su Corsi e Percorsi, Genealogia dell'Essere, Medicina della Consapevolezza
Inauguriamo oggi, 18 Settembre 2011, una nuova categoria nel nostro Blog: si tratta senza alcun dubbio della categoria più importante, quella della Medicina della Consapevolezza.
Nell’inaugurare questa categoria mandiamo, dal profondo del cuore, un grandissimo, affettuosissimo e sentito ringraziamento a ERIC ROLF, un grande uomo e un grande maestro. Grazie ai suoi preziosi insegnamenti e alle illuminanti pagine del suo libro “Iniziazione alla Medicina dell’Anima” (Edizioni Mediterranee), abbiamo potuto scorgere nuovi e inimmaginabili orizzonti e giungere ad un più elevato livello di consapevolezza e di serena visione della nostra vita.
Dal suo libro di “Iniziazione alla Medicina dell’Anima” è presa questa frase che volentieri condividiamo con voi:
“La vita è una sola ed è una totalità consapevole che si trova in comunicazione costante e creativa con ciascuna delle sue parti o aspetti. LA VITA SA QUELLO CHE FA E CE LO COMUNICA. La vita ci parla tramite sussurri; se non riusciamo a comprenderla, ci parla più forte; se ancora non possiamo o non sappiamo sentire o non vogliamo ascoltarla, continua a parlarci sempre più forte sino a gridare. E il grido è il dolore, la malattia o l’infortunio”.
ERIC ROLF
Stiamo definendo il programma dei corsi base ed avanzati della
ACCADEMIA DELLE SCIENZE DELL’ANIMA E DELLA CONSAPEVOLEZZA
che, a partire dai primi mesi del 2012, inizierà stabilmente la sua attività.
Socrate sull’Anima
Scritto da Dario Urzi il 27 giu, 2011, su Medicina della Consapevolezza
“Che cosa deve entrare in un corpo affinché esso sia vivo?” chiese Socrate.
“L’anima”, disse Cebete.
“Ed è sempre così?”
“E come potrebbe essere diversamente”, controbattè Cebete.
“Di conseguenza l’anima, in qualunque cosa penetri, vi entra sempre portando la vita?”
“Sì”, annui l’altro, “quando entra in un corpo la porta di certo”…
“Ma adesso, amici miei”, riprese Socrate, “ecco un punto su cui mi pare giusto riflettere.
Se veramente l’anima è immortale si deve averne cura non solo durante quel lasso di tempo che noi chiamiamo vita, ma per sempre e, nella circostanza particolare in cui mi trovo, può sembrare terribile il rischio di trascurarla.
Infatti, se la morte ci liberasse da tutto, che buon affare sarebbe per i malvagi che, una volta morti, si separerebbero sia dal corpo che dall’anima e, quindi, anche dalla loro malvagità.
Ma a questo punto, dal momento che è apparso chiaramente che l’anima è immortale, per essa non ci può essere altro mezzo di fuga dai mali e di salvezza che quello di diventare buona e saggia il più possibile.
Perché l’anima se ne va nell’Ade portando con sé nient’altro che la sua formazione spirituale e la sua condotta di vita e questi due elementi sono per i morti, a quanto si dice, quelli che giovano o nuocciono al massimo sin dall’inizio del viaggio che li conduce laggiù”.
Dal Fedone, o sull’anima di Platone
IL SENSO DEL CAMMINARE: DALL’ORIZZONTALITÀ, DIMENSIONE DELL’ANIMA, ALLA VERTICALITÀ, DIMENSIONE DELLO SPIRITO.
Scritto da Dario Urzi il 16 mag, 2011, su Corsi e Percorsi, Genealogia dell'Essere, Medicina della Consapevolezza
E SE VOLETE POTETE VEDERE ANCHE IL VIDEO CON UN CLICK SUL LINK QUI SOTTO …
IL SENSO DEL CAMMINARE: DALL\’ORIZZONTALITA\’, DIMENSIONE DELL\’ANIMA, ALLA VERTICALITA\’, DIMENSIONE DELLO SPIRITO
Solo l’uomo sa camminare.
Gli animali, che come dice il nome sono pure dotati di un’anima, vanno, vengono, molto spesso a lungo si fermano, come le nuvole della tragedia di Aristofane, ma non sanno e non possono camminare.
Solo gli uomini possono camminare perché solo gli uomini possiedono una coscienza.
La coscienza è ciò che fa di un’immagine un paesaggio, di un movimento un gesto, di una successione di passi un cammino e di una traccia un sentiero.
STAGE DI CORSA: DALLA PROPRIOCEZIONE AL MOVIMENTO, DALLA TECNICA ALLA CONSAPEVOLEZZA
Scritto da Dario Urzi il 26 apr, 2011, su Corsi e Percorsi
STAGE DI CORSA
DALLA PROPRIOCEZIONE AL MOVIMENTO,
DALLA TECNICA ALLA CONSAPEVOLEZZA
CORSO TEORICO-PRATICO SULLA CORSA PER L’ALLENAMENTO
E L’OTTIMIZZAZIONE SENSITIVO-MOTORIA DEL GESTO TECNICO
SECONDO IL METODO T.E.P. (TRAINING EQUILIBRIO-POSTURALE).
ALTOPIANO DI ASIAGO
Domenica 15 Maggio 2011 dalle ore 9,00 alle ore 18,00
Hotel “La Baitina”, Via Kaberlaba 36, ASIAGO, con ritrovo alle ore 8,45
Sono previste esperienze pratiche delle diverse tecniche di corsa su differenti tipi di terreno, esercizi di training equilibrio-posturale secondo il metodo T.E.P. ed illustrazione teorica dei principi di neurofisiologia del movimento.
Sono previste inoltre dei rilievi baropodometrici computerizzati delle caratteristiche di reattività podalica e degli arti inferiori nonché delle analisi di alcuni filmati delle diverse modalità di andatura (errori e corretta esecuzione).
Non si richiede un particolare grado di allenamento trattandosi di prove di qualità e non già di quantità e resistenza.
La finalità di queste esperienze è quella di giungere ad un elevato grado di sensibilità e consapevolezza propriocettiva del movimento e del gesto tecnico in grado di consentire:
ORIZZONTALITA’ E VERTICALITA’
Scritto da Dario Urzi il 31 mar, 2011, su Genealogia dell'Essere, Medicina della Consapevolezza, Pratica filosofica
L’orizzonte appare, dinanzi al nostro sguardo, come una linea lontana e sottile.
Dopo il punto su di uno sfondo della Gestalt la linea dell’orizzonte è la più semplice dimensione dello spazio, quella della pura orizzontalità.
Ma si tratta di una visione parziale che non abbraccia in modo sufficientemente ampio il panorama (da “pan”, tutto, e da “orao”, vedere), la visione del tutto.
E’ solo nella verticalità che l’orizzonte svela il suo senso e la sua essenza.
L’orizzonte, nella visione panoramica della verticalità, acquista un’altra dimensione, una dimensione animica in cui ci appare come quella linea che separa ciò che sta sotto, la terra, da ciò che sta sopra, il cielo.
Ma esiste una dimensione ancor più ampia della verticalità, quella dello spirito (”pneuma”) che, come diceva Platone, si spinge più ben “in alto” di quella dell’anima (”psyche”).
SULLA CONTEMPLAZIONE E SUL DESIDERIO
Scritto da Dario Urzi il 15 feb, 2011, su Genealogia dell'Essere, Medicina della Consapevolezza
E’ ben noto il famoso aneddoto che narra di quando sant’Agostino, mentre camminava lungo una spiaggia come sempre assorto nei suoi profondi pensieri, incontrò un bambino che con una ciotola riversava l’acqua del mare dentro una piccola buca che aveva scavato nella sabbia.
Alla domanda del Santo che gli chiedeva che cosa stesse facendo il bambino rispose che voleva riversare tutta l’acqua del mare dentro quella piccola buca. Sant’Agostino disse allora al bambino che quella piccola buca non poteva di certo contenere tutta l’acqua del mare. Il bambino gli rispose che se così era allora anche lui non avrebbe mi potuto comprendere i grandi misteri del creato perché la sua mente altro non era che una piccola buca di fronte all’immensità del mare.
Come siano andate effettivamente le cose a nessuno è dato di saperlo. Si dice che quel bimbo fosse in realtà un angelo inviato da Dio al grande pensatore della Patristica per portargli questo importante messaggio. Certo è che Sant’Agostino non si curò molto di quelle parole perché, dopo quell’incontro, continuò indefessamente a meditare sui grandi misteri e sui grandi interrogativi che da sempre accompagnano l’uomo e la sua esistenza. Immagino che anche il bambino, dopo quell’incontro, continuò a giocare cercando di riversare tutta l’acqua del mare nella piccola buca scavata nella sabbia.
Evidentemente doveva esserci un segreto ben celato tra le parole di questa parabola tanto cara al grande Santo la cui apparente verità dovrebbe far desistere chiunque dalla vana impresa di continuare ad interrogarsi su ciò a cui è umanamente impossibile dare risposta.
Dobbiamo fermarci qui o e possibile andare oltre? Posso solo fare delle ipotesi, ma forse ne vale la pena. (continua la lettura…)
Nuova edizione 2011 del corso di diagnosi, terapia e riabilitazione funzionale dei disordini temporo-mandibolari (T.M.D.)
Scritto da Dario Urzi il 03 feb, 2011, su Corsi e Percorsi
18 e 19 Marzo 2011
08 e 09 Aprile 2011
CORSO ACCREDITATO ECM (29 crediti formativi)
DOCENTI: Dott. Redento Peretta, Dott. Dario Urzi, Dott. Paolo Ferraresi, Dott. Riccardo Rosati
Aula di didattica clinica del Centro Ricerche Equilibrio e Postura
Sede di Montecchio Maggiore (Vi)
Per informazioni ed iscrizioni:
Segreteria del Centro Ricerche Equilibrio e Postura
Cell. 3486712914 Email: equilibrioepostura@alice.it
…un corso che nasce dopo tanti anni di lavoro e di ricerca clinica interdisciplinare e che presenta una visione radicalmente nuova della fisiopatologia dei TMD e delle relative procedure di inquadramento diagnostico integrato, di terapia e di riabilitazione funzionale interdisciplinare …
Dott. Dario Urzi e Dott. Redento Peretta
Clickare su Brochure per vedere il programma dettagliato del corso.
Dalla nebbia di Turner alla consapevolezza
Scritto da Dario Urzi il 14 gen, 2011, su Genealogia dell'Essere, Medicina della Consapevolezza, Pratica filosofica
William Turner era un pittore inglese della prima metà dell’ottocento, grande paesaggista divenuto famoso per la sua straordinaria capacità di ritrarre la natura nelle sue più intense e suggestive manifestazioni. Veniva chiamato “il pittore della luce” ed i suoi quadri più famosi sono quelli del mare in tempesta e delle bufere di neve, dei tramonti e dello splendore dei cieli, del fuoco e dei giochi di luce riflessi dall’acqua. Ma Turner era anche il pittore della pioggia e della nebbia.
Si diceva che prima che Turner dipingesse la nebbia sul Tamigi, nessuno aveva mai visto la nebbia.
Non è che la nebbia, prima di Turner, non esistesse. Certo che esisteva. Ma nessuno la vedeva. Tutti si limitavano a dire che non si vedeva nulla, quando c’era la nebbia, ma nessuno diceva che vedeva la nebbia.
Con Turner la nebbia diviene finalmente visibile, diventa parte naturale del paesaggio, come in realtà era sempre stata, una cosa tra le cose, o se preferite una cosa tra noi e le cose.
La nebbia non è ciò che non ci fa vedere le cose, la nebbia è la nebbia. E’ come se dicessimo che un muro è una cosa che non ci fa vedere le cose. Un muro è un muro, come la nebbia è la nebbia. E per sapere che cosa sia effettivamente dobbiamo guardarla con questa consapevolezza, la nebbia.
UN VIAGGIO COSTELLATIVO NEL NOSTRO PASSATO: LA GENEALOGIA DELL’ESISTENZA
Scritto da Dario Urzi il 10 ott, 2010, su Corsi e Percorsi, Genealogia dell'Essere
6 e 7 NOVEMBRE 2010 in Contrada Tezzetta a RECOARO TERME
Per INFORMAZIONI ed ISCRIZIONI telefonate al 3486712914 o scrivete a equilibrioepostura@alice.it
Dopo la Cerimonia della Capanna del Sudore, qui sopra descritta, nella serata del 06 Novembre 2010, quando tutti saremo usciti dal Temazcal e ci saranno lavati, vestiti con abiti comodi e avremo cenato, ci raccoglieremo nella grande sala comune e ci faremo accompagnare in un viaggio verso le nostre origini dalla narrazione di mito antico.
Il mattino seguente, subito dopo la colazione che prenderemo tutti insieme alle 8,00 precise, svolgeremo la MEDITAZIONE DEL CUORE. Subito dopo ci sarà un primo momento di condivisione. Alle 9,30 del 7 Novembre 2010 avrà inizio l’esperienza collettiva di lavoro costellativo sulla GENEALOGIA DELL’ESISTENZA (qui di seguito descritta).
”Ogni giorno noi usiamo forze immense come i dormienti. Ciò che facciamo e pensiamo è colmo dell’essere dei nostri padri e dei nostri avi”. (W. Benjamin)
E’ del tutto normale che i nostri genitori abbiano proiettato su di noi i loro desideri e le loro paure, i loro valori e le loro aspettative, chiedendoci di fatto, anche solo con l’esempio del loro agire e del loro stile di vita, non solo di comportarci in un certo modo ma di “essere” in un certo modo. Ed è altrettanto normale che noi, piccoli bimbi bisognosi d’amore, di accettazione e di senso di appartenenza alla nostra famiglia, ci siamo in qualche modo adeguati a quelle richieste caricando sulle nostre fragili spalle quel pesante fardello di aspettative e di taciti accordi che per tanti anni, se non per tutta la nostra vita, porteremo inconsapevolmente con noi.
Ed è proprio la presenza di questa pesante ma sempre viva ed inconsapevole eredità che ci lega ad una sorta di “progetto parentale genealogico”, che il senso comune chiama impropriamente “destino”…..
Congresso-Dibattito sul tema: Terapia, Allenamento Riabilitativo e Ottimizzazione Funzionale delle prestazioni e del gesto tecnico
Scritto da Dario Urzi il 25 set, 2010, su Corsi e Percorsi
CONGRESSO-DIBATTITO SULL’INNOVAZIONE IN MEDICINA DELLO SPORT
Martedì 26 Ottobre 2010, ore 20,30 (ingresso gratuito) presso il CENTRO CONVEGNI di VILLA TACCHI (Gazzo Padovano)
IL TRAINING EQUILIBRIO-POSTURALE (METODO T.E.P.): TERAPIA, ALLENAMENTO RIABILITATIVO E OTTIMIZZAZIONE DELLE PRESTAZIONI E DEL GESTO TECNICO
Sarà svolta direttamente in sala una valutazione clinico-strumentale di due atleti seguiti e trattati con il Metodo T.E.P. per la piena e rapida risoluzione di problemi di tipo muscolo-tendineo e di squilibrio posturale. Saranno in particolare mostrate le procedure fondamentali di valutazione medico-tecnica integrata, di terapia in fase acuta, di allenamento riabilitativo in fase acuta e di ottimizzazione funzionale.
Dott. DARIO URZI, Medico-chirurgo, Direttore del CENTRO RICERCHE EQUILIBRIO E POSTURA di Padova e Vicenza, Docente di Posturologia Clinica presso le Università degli Studi di Padova e di Modena e Reggio Emilia.
Dott. RAFFAELE TENDI, Phisiology Doctor, preparatore atletico dell’Asiago Hockey, della Nazionale Italiana di Hockey su ghiaccio e di atlete della Coppa del Mondo di sci alpino, Responsabile tecnico del CENTRO RICERCHE EQUILIBRIO E POSTURA di Padova e Vicenza.
CLICKATE QUI SOTTO per continuare la lettura e avere altre informazioni sul convegno.





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