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L’ARCHITETTURA E IL SENSO DELL’ABITARE

Scritto da Dario Urzi il 30 ott, 2013, su GOOD LIFE LAB, Pratica filosofica

Prima di ogni altro luogo l’uomo abita il mondo. Ma il modo in cui l’uomo abita il mondo è ben diverso da quello in cui lo abitano gli animali.

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L’azione dell’uomo nel mondo conserva ben poco dell’azione “istintiva” che guida invece il comportamento animale. L’azione dell’uomo è soprattutto azione pensata, un movimento che diviene gesto e che esprime in modo chiaro, compiuto ed inequivocabile quell’intenzionalitá in cui Husserl individuava la caratteristica fondamentale della coscienza umana.

Ma rispetto all’animale l’uomo presenta delle evidenti carenze biologiche: non è veloce come la gazzella o il ghepardo, non è agile come la scimmia o lo scoiattolo, non è forte come il gorilla o il leone, non sa volare come gli uccelli o nuotare come i pesci, non può resistere neppure per poche ore al freddo dell’inverno senza un rifugio per ripararsi, delle calzature per proteggere i piedi dal gelo e dalle insidie del terreno mentre cammina, un mantello con cui coprire il corpo ed avvolgerlo durante la notte…

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La casa come rifugio

Scritto da admin il 22 set, 2009, su GOOD LIFE LAB

Ogni spirito si costruisce una casa, e al di là della sua casa un mondo, e al di là del suo mondo un Cielo. Sappiate dunque che il mondo esiste per voi. (Ralph Waldo Emerson)

Nautilus House-Città del Messico<<La casa è il nostro punto di partenza>> osservava Thomas Stearns Eliot. La casa è il luogo dove molte persone desiderano tornare, se non letteralmente, almeno metaforicamente. Un rifugio fisico e spirituale, dove depositiamo le nostre esperienze, un luogo dell’espressione individuale.

Un proverbio indiano dice che ognuno di noi è una casa con quattro stanze, una fisica, una mentale, una dei sentimenti e una spirituale. La tendenza generale è quella di vivere quasi sempre nella stessa stanza, ma a meno che non entriamo tutti i giorni in tutte le stanze, magari soltanto per arieggiarle, non siamo persone complete.

Una casa è ciò che sei, non ciò che dovresti essere. (Jill Robinson)

Da un sondaggio effettuato da Tecnoborsa nel 2007 è emerso che l’83,2% delle famiglie Italiane interpellate definisce la propria casa come un luogo vissuto e aperto alla convivialità, dove trovare anche un rifugio dalle fatiche (11,3%) o solo dormire (3,4%) ed, eventualmente, lavorare (2,1%).

Che ci piaccia o no, la personalità della nostra casa è un preciso barometro che riflette, attraverso ciò che ci circonda, dove siamo stati, che cosa sta succedendo nella nostra vita e chi siamo - oggi, in questo momento- sebbene non necessariamente dove siamo diretti.

Volenti o nolenti, attraverso la nostra casa esprimiamo noi stessi.

Se è vero che il denaro ci aiuta ad esprimerci attraverso ciò che ci circonda, per avere una casa invitante e accogliente che rifletta la nostra personalità non dobbiamo necessariamente possedere una casa di proprietà.

Possiamo stimolare l’espressione della nostra autenticità utilizzando i princìpi di gratitudine, semplicità e ordine in modo da trasformare il luogo in cui viviamo in un rifugio di conforto e appagamento.

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